Investire in Borsa da Privato: Come Farlo e con Quali Broker

Investire in Borsa da privato è possibile? Assolutamente sì! Da quando il trading online è entrato nelle nostre vite grazie soprattutto ai mobile device, non è più necessario recarsi fisicamente presso l’edificio della Borsa valori o affidarsi a un professionista per la gestione del portafoglio azionario.

Investire in Borsa da casa è oggi una possibilità alla portata di (quasi) tutti. Per evitare problemi, è però il caso di prepararsi tecnicamente. Se vuoi sapere come, non ti resta che seguirci nella guida che abbiamo creato sul tema. Come potrai vedere, contiene sia consigli pratici per chi vuole investire in Borsa da privato, sia informazioni su broker come eToro (clicca qui per il sito), ideali per operare in sicurezza.

Non ti resta che iniziare a leggere per scoprire alcune dritte pratiche che cambieranno in meglio il tuo modo di gestire il trading con le azioni.

investire in borsa da privato

Investire in Borsa da casa: come iniziare

Quando si parla dei migliori consigli per investire in Borsa da privato, è necessario partire dalle basi e ricordare l’importanza dei giusti strumenti. Ogni volta che pensiamo al trading con le azioni, ci viene in mente il broker che vende e acquista titoli. Si tratta di uno scenario possibile ma, oggi come oggi, non più così conveniente.

Le azioni, infatti, sono asset estremamente volatili e richiedono un investimento in denaro non sempre alla portata di chi è alle prime armi con il trading online. Come ovviare a questa criticità? Ricorrendo ai CFD (Contracts for Difference). Questi strumenti derivati, consentono di operare replicando l’asset. Ciò significa, prima di tutto, che non c’è bisogno di acquistarlo.

Tra le loro peculiarità, è il caso di ricordare anche la possibilità di guadagnare quando l’asset perde quota. Ciò significa che non bisogna allarmarsi se ci si accorge che l’azione ha davanti un segno meno, ma soltanto impegnarsi ad azzeccarne l’andamento aprendo la posizione giusta tra long e short.

Prodotti a leva, i CFD sono vantaggiosi anche perché non prevedono l’applicazione di commissioni. L’unico onere da considerare è infatti lo spread.

Dopo questa doverosa premessa, è il caso di aprire una parentesi sulla formazione. Pensare di iniziare a investire in Borsa da privato da un giorno all’altro e senza formazione è una vera e propria pazzia. Purtroppo ci sono tantissimi sistemi che promettono mirabilie a chi comincia da zero a fare trading sulle azioni.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di portali che magnificano l’efficacia del trading automatico. In questi casi bisogna fare molta attenzione e ricordare che i sistemi automatici sono utili ma, come vedremo meglio tra poco, per funzionare devono essere supportati dalla capacità discrezionale umana.

Dove investire in Borsa: come scegliere i broker online e quali considerare

Investire in Borsa da Privato Come Farlo e con Quali Broker
Investire in Borsa da Privato Come Farlo e con Quali Broker

A questo punto, è il caso di entrare nello specifico dei migliori broker online per investire in Borsa da privato. Nelle prossime righe, analizzeremo le peculiarità di tre piattaforme. Prima di entrare nello specifico, è però il caso di considerare i tratti che le accomunano.

Il primo è la legalità. Per operare con sicurezza e tranquillità, bisogna fare riferimento solo a broker autorizzati a operare da autorità di controllo come la Consob e la FCA e dotate di licenza Cysec. Quando non si riscontrano riferimenti in merito, è il caso di cliccare in alto a destra e di “veleggiare” verso altri lidi virtuali.

Sui broker di cui parleremo tra poco, non si magnifica la possibilità di cambiare la propria vita da un giorno all’altro grazie al trading online. Le piattaforme che andremo ad analizzare mettono invece in chiaro che il trading online, a prescindere dall’asset stesso, è molto rischioso. Il rischio è una componente ineliminabile, dal momento che, con la leva, si amplificano sia i guadagni, sia le perdite.

Si può però tenere sotto controllo la situazione, dedicandosi a formazione ed esercizio. Per concretizzare quest’ultimo obiettivo, è fondamentale il conto senza denaro reale. Detto questo, è arrivato il momento di entrare nel dettaglio delle caratteristiche dei broker migliori per investire in Borsa da privato.

eToro: come funziona e vantaggi

eToro (clicca qui per il sito) è un broker molto particolare, fondamentale per chiunque voglia iniziare da zero a investire in Borsa da privato. Online dal 2007 e autorizzato in Italia dalla Consob nel 2010, è disponibile in diverse lingue, ha un’app dedicata e un customer care di livello.

Le sue peculiarità principale non sono però queste. Quando parliamo di eToro (clicca qui per il sito), infatti, inquadriamo un vero e proprio social degli investimenti. Ogni iscritto dispone infatti di un profilo gratuito. Tramite esso, ha la possibilità di mettere in comune con gli altri utenti le proprie conoscenze e soprattutto i risultati. Chi ottiene i migliori, tramite il sistema di CopyTrading, un meccanismo brevettato tipico di eToro, può essere seguito e guadagnare.

Quando si parla del CopyTrading, si inquadra una forma di trading automatico. Grazie ad esso, è possibile “imparare” dai migliori. Ovviamente non bisogna basarsi solo sulla replica automatica della strategia dei guru. Fondamentale è tenere sempre alta l’attenzione sulle performance e imparare prima di tutto a seguire i trader giusti. A tal proposito, si possono prendere in considerazione diverse linee guida, che vedremo tra poco parlando del conto demo di eToro (clicca qui per il sito).

Ora dobbiamo ricordare che, chi vuole investire in Borsa da privato prendendo in considerazione questo broker, può scegliere tra i titoli azionari di numerose società. Tra queste è il caso di ricordare colossi come McDonalds, Bank of America, Facebook, Google, Apple.

Come già detto, per familiarizzare al meglio con le caratteristiche del broker è il caso di aprire un conto demo. In tal modo, si evita di mettere a rischio il capitale e si riesce ad acquisire quella confidenza che consente di passare poi al conto con denaro reale.

Nelle prossime righe, troverai informazioni su come aprire il conto demo e su come consultare la sezione dedicata alla ricerca dei guru.

eToro demo: come aprirlo

L’apertura del conto demo di eToro è un’ottima alternativa per chi vuole impratichirsi con le caratteristiche della piattaforma e imparare senza rischi a investire in Borsa da privato. Come iniziare? Il primo passo consiste nell’accedere alla home del sito di eToro, scrollandola fino a quando non si incontra il pulsante con la scritta “Iscriviti Subito”.

A questo punto, bisogna scegliere con che credenziali accreditarsi. Si può scegliere tra l’inserimento di mail, nome utente e password e quello delle credenziali Facebook o Google. Una volta scelta l’opzione preferita, non resta che confermare il tutto e familiarizzare con l’ambiente demo di eToro. Puoi vederne le caratteristiche principali nella schermata sottostante.

investire in borsa da privato

Come puoi vedere, nella parte bassa è presente la parola “Persone”. Cliccandoci su, si accede alla sezione dedicata alla ricerca dei guru. Ciascun trader, è catalogato in una scheda che contiene la foto e informazioni sulla storia dei suoi investimenti.

Tra i criteri di scelta, è possibile ricordare anche i mercati d’interesse. La schermata che puoi vedere qui sotto include alcuni tra quelli che si sono concentrati sul trading azionario. Ovviamente esistono anche altre alternative per selezionare i trader guru. Qualche esempio? Il profilo di rischio, il numero di copiatori, il Paese e il periodo di attività, i mesi più attivi.

investire in Borsa da privato

Investire in Borsa conviene: il caso 24Option

24Option (clicca qua per ottenere un conto demo gratuito) è un altro broker degno di nota per chi vuole investire in Borsa da privato. Legale e celebre a livello internazionale, ha due caratteristiche che lo rendono unico. La principale è la possibilità di accedere ai segnali di trading. Cosa sono? Informazioni, raccolte in tempo reale ma anche in prospettiva storica, che consentono al trader di ottimizzare le decisioni.

I segnali di trading di 24Option (clicca qua per ottenere un conto demo gratuito)  sono messi a disposizione da Trading Central, una società di spicco nell’ambito del trading online. L’ulteriore caratteristica importante da ricordare è la gratuità.

Quando si parla di 24Option (clicca qua per visitare la home page e saperne di più) , è il caso di citare anche la possibilità di usufruire di consulenze telefoniche gratuite, messe a disposizione da esperti con un’ampia conoscenza degli aspetti pratici del trading online.

Investire 10 euro in Borsa è possibile?

Chi si approccia per la prima volta al trading online e accarezza l’idea di investire in Borsa da privato, è molto spesso preoccupato per le poche sostanze a disposizione da dedicare a questa attività. Oggi come oggi, questo non è più un problema. Si può infatti investire 10 euro in Borsa. In che modo? Grazie a Iq Option (clicca qui per aprire un conto con soli 10 euro di deposito minimo) .

Questo broker, in pochi anni, ha conquistato il favore di tantissimi utenti in tutto il mondo. Regolamentato dal 2014, è in possesso di regolare licenza Cysec, la 274/14 per la precisione. Iq Option (clicca qui per aprire un conto) >> è stato anche insignito di diversi premi, dedicati per esempio all’app mobile.

La sua caratteristica principale è però la possibilità di aprire un conto con denaro reale con un deposito minimo di 10 euro. Nessun broker consente di iniziare con così poco.

Ovviamente IqOption consente di fare trading sui titoli azionari e di procedere tramite i CFD. Tra le società sui cui titoli si può speculare, è il caso di ricordare, giusto per citare alcune opzioni, colossi come Amazon, Apple, Facebook, Google e easyJet.

Dalla home del sito, è possibile accedere in pochi click all’elenco delle azioni disponibili. Come puoi vedere dall’immagine sottostante, ogni singola società è presentata con un piccolo grafico che rende l’idea dell’andamento dei titoli nella ultima giornata.

investire in borsa da privato

Per iniziare a operare concretamente, è il caso di aprire il conto demo con Iq Option. Per farlo, bisogna iniziare accedendo alla home del sito. Nella parte destra della suddetta pagina, come puoi vedere, è possibile trovare dei form per l’inserimento dei propri dati.

investire in borsa da privato

Chi vuole, può anche accreditarsi con le credenziali Facebook o Google. Dopo aver completato i suddetti step, non resta che confermare la propria maggiore età ed entrare nell’ambiente demo di IqOption.

investire in borsa da privato

Si tratta di un ambiente di ottima qualità, che consente all’utente di scegliere l’asset preferito cliccando sul segno + in alto. In questo caso, abbiamo scelto come esempio i titoli azionari di due società. A questo punto, spostiamo un attimo lo sguardo sulla parte sinistra della pagina. Si possono infatti notare riferimenti al portafoglio totale, ma anche a una chat di supporto, disponibile in diverse lingue.

Chi decide di investire in Borsa da privato con IqOption, può anche accedere a una sezione dedicata a video gratuiti su aspetti come gli indicatori e le tipologie di grafici. Ovviamente basta poco per aprire e chiudere posizioni, ma anche per attivare il conto con denaro reale.

Come già detto, sono sufficienti 10 euro. Per quanto riguarda i metodi di deposito, è possibile elencare le seguenti opzioni:

  • Visa
  • Visa electron
  • Mastercard
  • Maestro
  • web money
  • Skrill
  • Neteller

Trading online con le azioni: come si dichiarano i guadagni

A questo punto, dopo aver parlato dei broker migliori per investire in Borsa da privato, è il caso di soffermarsi su un aspetto importantissimo per chi fa trading online: la fiscalità.

Iniziamo a dire che tutti i proventi dichiarati dai chi fa trading online sono soggetti a una tassazione pari al 26%. I suddetti proventi, devono essere dichiarati all’interno del Modello Unico. Chi fa trading online e vuole essere in regola con il fisco, deve considerare due regimi fiscali:

  • Regime sostitutivo
  • Regime dichiarativo

Analizziamoli uno per uno partendo dal regime sostitutivo. In questo caso, si può a ragione dire che la dichiarazione venga automatizzata. Se il trader concretizza una plusvalenza, il broker trattiene direttamente l’imposta dovuta all’erario. In poche parole, il contribuente è esentato da obblighi fiscali, dal momento che il broker si occupa di tutto.

Cosa prevede, invece, il regime dichiarativo? In questo caso le cose cambiano notevolmente. Il singolo trader, infatti, deve provvedere al pagamento delle imposte. L’utente ha quindi l’obbligo di dichiarare i proventi derivanti dall’attività di trading online.

Lo strumento per mettere in atto quanto descritto è la dichiarazione dei redditi utilizzata per il normale versamento dei contributi.

Quali campi compilare?

Dopo questa premessa sulla fiscalità per chi vuole investire in Borsa da privato, entriamo nello specifico ricordando che, nel Modello Unico, bisogna inserire riferimenti ai profitti dell’anno precedente.

Nello specifico, bisogna compilare il quadro RT, dedicato alle plusvalenze di natura finanziaria. L’importo specifico della plusvalenza deve essere inserito nella sezione II-B, in corrispondenza del rigo RT41.

Nella suddetta sezione, bisogna inserire i cosiddetti redditi diversi di natura finanziaria. Qualche esempio? I contratti forward, i future, il trading online.

Come dichiarare le perdite

La fiscalità del trading online prevede anche la dichiarazione delle eventuali perdite. Le suddette vanno conteggiate e inserite in corrispondenza del rigo RT45. Il singolo trader può dedurle per una quota pari al 62,5% del totale.

Altre indicazioni

Un altro aspetto importante da considerare riguarda la differenza fra il riferimento a intermediari italiani e quello a intermediari esteri. I flussi di lavoro concretizzati tramite i primi, devono essere dichiarati compilando il quadro RT del Modello Unico. Nel secondo caso, invece, da compilare è il quadro RW.

Fondamentale in questo frangente è includere una descrizione dei flussi di capitale verso l’estero e viceversa. Bisogna seguire le suddette indicazioni solo se l’importo totale frutto della somma di prelievi e depositi supera i 10.000 euro per singolo anno solare.

A questo punto, ti starai chiedendo come calcolare la già citata imposta del 26%. Facciamo un esempio ipotizzando un trader che ha guadagnato 30.000 euro. In un caso del genere, l’imposta è pari a 7.800 euro.

Il calcolo viene effettuato prendendo in considerazione la somma delle vendite e degli acquisti che, nell’anno precedente alla compilazione della dichiarazione, hanno permesso di generare un guadagno. Con l’espressione “anno precedente”, viene preso in considerazione il lasso di tempo compreso tra il gennaio e il 31 dicembre.

Come già detto, il trader che paga autonomamente sceglie il regime dichiarativo e utilizza il modello F24. Il pagamento delle imposte sui proventi del trading online avviene in concomitanza con quello delle altre tasse. Vale lo stesso per le somme versate a titolo di acconto.

Per quel che concerne le scadenze, ricordiamo i seguenti riferimenti:

  • 30 giugno
  • 16 luglio, ma con una maggiorazione dello 0,40%

I codici tributi da memorizzare sono invece quelli che puoi leggere qui:

  • 1100: codice di riferimento per l’imposta sostitutiva sulla plusvalenza;
  • 1242: codice utilizzato per l’imposta sostitutiva alle imposte;
  • 4043: codice tributo che indica la dichiarazione di un’imposta sul valore delle attività finanziarie;
  • 4047: codice tributo utilizzato per la dichiarazione di un’imposta sul valore delle attività finanziarie, con attenzione esclusiva a quelle detenute in Paesi esteri da parte di soggetti residenti in Italia.

Come puoi vedere da questi paragrafi, investire in Borsa da privato è davvero un’attività alla portata di tutti, regolamentata da specifiche norme fiscali.

Per operare con sicurezza è fondamentale scegliere broker legali e non lasciarsi allettare dalle promesse di sistemi truffaldini che promettono guadagni immediati. Abbiamo già ricordato che i riferimenti sono altri, ossia broker come eToro, 24Option e IqOption, piattaforme che consentono di esercitarsi con un conto demo.