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Parco buoi

I risparmiatori italiani nel corso dei decenni sono state vittime di innumerevoli truffe in campo finanziario ed economico. Nel gergo degli operatori di borsa si parla in tal caso di “parco buoi”. In principio, tale definizione andava a designare quella apposita zona che veniva riservata al pubblico che desiderava assistere allo svolgimento delle cosiddette “contrattazioni alle grida”. Oggi il termine viene riferito ed esteso a tutti quei risparmiatori che, essendo meno oculati, diventano vittime della speculazione di borsa.

Il “Parco buoi” va ad indicare anche (in senso non di certo positivo) tutte quelle persone, piccoli e medi risparmiatori, che si sono improvvisati investitori di borsa senza disporre di una opportuna preparazione, che si affacciano sui mercati e vi rimangono fino a quando non vengono “travolti”, vittime molto spesso di gravi perdite o di autentici tracolli finanziari.

Negli anni sono numerose le vicende che hanno coinvolto i piccoli risparmiatori che, desiderosi di operare sui mercati borsistici, sono diventati “prede” degli “squali”. Un esempio su scala mondiale, piuttosto recente, è quello relativo al re dei social network, Facebook, sbarcato in Borsa nel 2012. Una Ipo pressoché fallimentare al Nasdaq, un collocamento che in realtà non è andato come i media hanno voluto far credere.

Occorre considerare che in ogni collocazione azionaria, ci sono alcuni soggetti (pochi) che guadagnano molto. Nel caso di Facebook sono stati tutti gli azionisti precedenti la quotazione, ovvero coloro che avevano finanziato la società all’inizio della sua avventura, come ad esempio le banche d’affari. Ecco individuare facilmente coloro che invece non hanno ottenuto un guadagno immediato, sperando di conseguirlo in un futuro: è la clientela retail. Hanno investito il loro denaro nella società la prima volta proprio nel momento dell’Offerta pubblica di vendita (Ipo).

Nel caso di Facebook il prezzo di collocamento non era quello esatto, in quanto la società forse ha aspettato troppo prima di quotarsi in Borsa o forse “caricata” di aspettative troppo elevate. Ne è conseguito che tutti coloro che hanno comprato al collocamento o in Borsa, hanno perso subito dei soldi. Altro esempio più vicino a noi è il celebre crac Parmalat, il più imponente scandalo di bancarotta fraudolenta e aggiotaggio di una società privata nel Vecchio Continente. La scoperta risale al 2003, anche se le reali difficoltà finanziarie della società risalivano almeno ad un decennio prima.

Un buco mascherato da un falso in bilancio di oltre quattordici miliardi di euro, un fallimento della società di Collecchio che in pratica è equivalso all’azzeramento del patrimonio azionario, ovvero perdita totale per migliaia di piccoli risparmiatori italiani che avevano investito una vita di propri risparmi nella società. Si sono salvati soltanto alcuni piccoli risparmiatori che avevano investito il denaro in bond, ricevendo un parziale risarcimento. I debiti della Parmalat in realtà partivano da molto lontano, già oltre cento miliardi di lire verso la fine degli anni ottanta, ma il patron Tanzi puntò alla quotazione alla Borsa Italiana e riuscì all’epoca ad ottenere diversi prestiti per il suo gruppo.

In realtà un decennio dopo si scoprì che Parmalat viveva soltanto grazie ai prestiti bancari, ed alla fine sono andati di mezzo soltanto i piccoli risparmiatori. Basti pensare che una recente sentenza del 2011 del Tribunale di Milano, ha assolto una serie di banche per il reato di aggiotaggio, ma ha negato qualsiasi forma di risarcimento per circa 30.000 piccoli risparmiatori che avevano sottoscritto i bond emessi dalla società di Collecchio prima del Crac.
Da questi due esempi si evince che il “Parco Buoi” alla fine è l’unico che perde per davvero. Ecco perché forse prima di operare in Borsa è meglio chiedersi quale possono essere le giuste alternative in campo finanziario.

Forse è molto meglio affidarsi alle nuove tecnologie ed investire i propri soldi in opzioni binarie e CFD. A tal riguardo una cosa è certa: non è possibile essere truffati. Infatti scelto uno dei tanti broker seri esistenti sul mercato, è possibile investire personalmente e decidere in piena autonomia le azioni da compiere, con la consapevolezza di operare in mercati dove non possono esserci terze parti a “manovrare gli ingranaggi”. Ad esempio il forex è un mercato il cui aspetto principale è presentare la più elevata liquidità mondiale. Questo significa che nessun soggetto è in grado di decidere gli andamenti delle quotazioni delle principali valute.

Ecco perché il consiglio è di specializzarsi in opzioni binarie e CFD, settore in cui si avrà la certezza di non poter essere raggirati, come invece accaduto nel celebre crac della Parmalat.

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