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La gestione del rischio nel trading online

Il trading online è rischioso: se vuoi diventare trader di opzioni binarie, di CFD, di qualunque altro strumento finanziario, devi sapere che nel momento in cui cominci a investire ti assumi un rischio di trading. Non importa il mercato: puoi operare sul forex, sulle azioni di Borsa, sulle materie prime, sui titoli di stato: il rischio esiste sempre.

Non è possibile fare trading online senza rischi: i profitti che si ottengono, di solito estremamente alti, esistono proprio perché si tratta di un’attività rischiosa. Che cosa significa rischio? Significa che è possibile perdere una parte dei soldi che si investono nel trading online. Non è un problema, anzi: la cosa importante è tenere sempre sotto controllo il rischio per evitare brutte sorprese.

Facciamo un esempio concreto, supponiamo che tu decida di investire in Borsa. Se investi 1000 euro in Borsa scommettendo sul fatto che la Borsa salga e poi la Borsa effettivamente sale, tu guadagni. Se invece si muove in segno contrario, tu perdi. Quanto? Dipende dallo strumento finanziario utilizzato, dall’ampiezza del movimento, dalle eventuali contromisure che avrai preso per limitare il rischio.

In questo articolo prendiamo in considerazione la gestione del rischio nel trading online, considerando i due casi più interessanti: quello delle opzioni binarie e quello dei CFD (contratti per differenza). E le altre forme di trading? Le sconsigliamo vivamente, soprattutto poi a chi non ha una grande esperienza e preparazione su argomenti finanziari. Se vuoi diventare trader, puoi farlo con le opzioni binarie o con i CFD, evita tutto il resto.

La piramide del rischio

Il trading online è un’attività rischiosa e speculativa: non è possibile investire tutto il proprio capitale in trading online. L’allocazione del proprio capitale, in effetti, è un concetto delicato. Dal nostro capitale, infatti, vogliamo ottenere sì profitti elevati ma vogliamo anche che sia preservato il più possibile. Per questo motivo gli esperti di gestione finanziaria consigliano di allocare il capitale con uno schema a piramide.

Lo strato più basso della piramide è anche quello più grande: in questo strato sono conteggiati gli investimenti sicuri come depositi bancari (ovviamente in banche solide, ma questo è un altro discorso), titoli di Stato, obbligazioni con tripla A, ecc.. La maggior parte del capitale deve essere investito in questo strumenti sicuri: è evidente che il rendimento è molto basso e in alcuni casi può persino essere negativo, cioè inferiore al tasso di inflazione.

Il secondo livello della piramide è decisamente più piccolo del primo e contiene investimenti a rischio più elevato ma con rendimenti attesi maggiori. Ad esempio, possiamo considerare in questo livello obbligazioni aziendali e bancarie, fondi azionari, ecc…Mentre nel caso del primo livello la possibilità che si verifichi una perdita è remota (però attenzione: anche gli Stati possono fallire), nel caso del secondo livello è possibile che si verifichino perdite: questo è compensato dal fatto che i’ rendimenti sono decisamente più elevati. Dipendentemente dal profilo di rischio dell’investitore, il secondo livello può essere grande metà, un terzo, un quarto o anche meno rispetto al primo. Effettivamente investitori che non vogliono rischiare nulla possono già fermarsi al primo livello della piramide.

Il terzo livello, infine, è quello degli investimenti speculativi e del trading online di breve scadenza. Chi vuole diventare trader ambisce a operare proprio a questo livello della piramide del rischio: evidentemente i rischi sono molto elevati e anche i rendimenti. Gli esperti consigliano di collocare solo una piccola parte del proprio patrimonio a questo livello e di farlo solo con cognizione di causa. In ogni caso investire poche centinaia di euro nel trading online non è un problema, bisogna sempre sapere però che è possibile che una parte della somma investita potrebbe essere persa. Quella appena presentata è una schematizzazione. Ad esempio, all’interno di ciascun livello di rischio è presente un’ulteriore stratificazione. Consideriamo, ad esempio, il livello due. In questo caso tra le obbligazioni bancarie possiamo distinguere tra le senior e le subordinate, che presentano un rischio maggiore e anche un rendimento più alto, ma se la banca ha problemi non vengono ripagate. E anche nel terzo livello, quello degli investimenti speculativi, è possibile individuare una stratificazione: il trading meno rischioso è quello effettuato con CFD o opzioni binarie. Gli altri tipi di trading sono estremamente più rischiosi e, paradossalmente, hanno anche rendimenti inferiori rispetto a opzioni binarie e CFD e quindi è meglio non prenderli nemmeno in considerazione.

La gestione del rischio e il money management

Una volta allocato il capitale per il trading online non dobbiamo pensare di utilizzare interamente il capitale per ogni singola operazione: sarebbe un errore gravissimo. L’importante è fare sempre money management, cioè investire su ogni singola operazione solo una parte (mai superiore al 5%) del proprio capitale. Il rischio di trading non è relativo al capitale intero ma solo alla singola porzione effettivamente impiegata. Se io lavoro con un broker sicuro e affidabile e faccio un deposito di 500 euro, non sto rischiando 500 euro, anzi non sto rischiando proprio nulla. I soldi sono lì, a disposizione, posso riprenderli quando e come voglio senza limiti. Se io invece utilizzo 25 euro per un’operazione sulla Borsa, a essere a rischio sono quei 25 euro. Ecco perché non bisogna mai utilizzare l’intero capitale su una singola operazione ma bisogna diversificare. Tra l’altro se si diversifica, la legge dei grandi numeri ci garantisce che eventuali perdite su una singola operazione saranno più che compensate dai profitti ottenuti dalle altre operazioni.

Trading di CFD e gestione del rischio: il trading system

Nel caso si scelga di fare trading di CFD è necessario gestire il rischio di ogni singola operazione con un trading system. Per inciso osserviamo che questo non serve per le opzioni binarie ed è uno dei motivi per cui i trader principianti di solito preferiscono proprio le opzioni binarie. Un trading system serve a specificare quando chiudere in automatico le operazioni: in pratica, se si subisce una perdita superiore di un certo livello o si raggiunge un profitto desiderato, l’operazione viene chiusa. Costruire un buon trading system è un’arte che si può imparare solo con la pratica, ma è assolutamente indispensabile per ottenere buoni risultati con i CFD.

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