Comprare azioni Aramco

Sono sempre di più le persone che in queste settimane si sono domandate come comprare azioni Aramco e… il motivo è molto semplice: recentemente Aramco (o Saudi Aramco) è stata protagonista di una IPO “storica”, per dimensioni e caratteristiche.

Insomma, quanto basta per dedicare del tempo a capire come si possono comprare azioni Aramco e se conviene effettuare una simile operazione.

Vedremo poi quali sono i modi migliori per poter effettuare del trading su azioni Aramco, poggiando le nostre strategie operative sulle “spalle” dei broker migliori del mondo, come eToro (clicca qui per il sito ufficiale) e ForexTB (clicca qui per il sito ufficiale).

Buona lettura!

Chi è Aramco? Storia della società

Saudi Aramco, con più di 85 anni di storia alle spalle, è la compagnia petrolifera statale dell’Arabia Saudita, nonché compagnia petrolifera più grande del mondo. E’, insomma, la leva operativa che ha aiutato il regno saudita a diventare il più grande esportatore di petrolio greggio.

Non tutti sanno che Saudi Aramco nasce nel 1933 da un accordo tra l’Arabia Saudita e la compagnia petrolifera californiana Socal. Questo accordo, come molti altri concessi a grandi compagnie petrolifere americane e britanniche all’epoca, le diede il diritto esclusivo di esplorare ed estrarre petrolio sul territorio saudita. Una ottima notizia, per la compagnia, che riuscì a mettere le mani su un patrimonio enorme, ancora molto capiente.

Nel 1944: la Arabian Standard Oil Company cambiò nome in Arabian American Oil Company, o come la conosciamo oggi, con l’acronimo Aramco. All’epoca la compagnia era gestita da un consorzio di compagnie petrolifere statunitensi – tra cui i predecessori di Chevron, Texaco ed Exxon Mobil. Nel 1960, in conseguenza della creazione dell’OPEC, l’Arabia Saudita e diversi altri paesi produttori di petrolio iniziarono a nazionalizzare le proprie risorse naturali. Il lungo processo si concluse oltre 20 anni dopo, quando il governo saudita completo l’acquisizione delle attività di Aramco, creando – nel 1988 – la Saudi Arabian Oil Company.

Nel 2012 Aramco lanciò un nuovo braccio commerciale, che negozia quotidianamente circa 1,5 milioni di barili di prodotti chimici e polimeri, riducendo la sua dipendenza da broker esterni. Nel 2016 il vice principe ereditario Mohammed bin Salman annunciò di prendere in considerazione la possibilità di quotare le azioni della società statale e di vendere circa il 5% di queste per costruire un grande fondo sovrano.

IPO Aramco

Arriviamo così ai giorni nostri. A inizio novembre 2019 il governo ha confermato l’intenzione di quotare a Tadawul, la borsa saudita, la compagnia petrolifera nazionale, con decorrenza 11 novembre, per quella che è probabilmente la più grande offerta pubblica iniziale (IPO) di sempre, considerati i grandi numeri di questa società.

Per esempio, oltre ad una produzione di oltre 10 miliardi di barili al giorno, spiccano profitti di 111 miliardi di dollari (quasi 100 miliardi di euro), molto di più di qualsiasi altro concorrente globale e, più in generale, oltre anche le big company redditizie nel mondo tech (Apple su tutte).

Ad essere gigantesca dovrebbe essere anche la portata dell’IPO che, peraltro, è uno dei principali punti del programma Vision 2030, promosso dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, che vorrebbe diversificare l’economica saudita, oggi fortemente dipendente dal petrolio.

Leggi anche: Comprare azioni Saras

Come è andata l’IPO Saudi Aramco

L’IPO di Saudi Aramco, come era stato previsto dagli analisti, si è svolta con particolare soddisfazione per la compagnia.

La quota dell’IPO di Aramco destinata al retail è infatti stata prontamente coperta con ordini che hanno raggiunto i 32,57 miliardi di riyal (8,7 miliardi di dollari). In vista della quotazione in Borsa, il gruppo ha in mente di collocare l’1,5% del capitale, pari a circa 3 miliardi di azioni, a un prezzo indicativo tra i 30 e i 32 riyals, con raccolta fino a 96 miliardi di riyal (oltre 25 miliardi di dollari), che andrebbe a valutare la compagnia tra i 1.600 e i 1.700 miliardi di dollari.

Insomma, gli obiettivi minimi per la quotazione sono stati ampiamente raggiunti, ponendo in essere un passo fondamentale per poter realizzare i piani del principe saudita.

Leggi anche: Comprare azioni Disney.

Conviene comprare azioni Aramco?

Ma conviene comprare azioni Aramco?

Per poterlo comprendere vale la pena rammentare che in realtà le iniziative su Aramco, come in parte abbiamo già rammentato, sono una piccola parte di un piano molto più ampio, che il principe Mohammad bin Salman vorrebbe realizzare e che, ad esempio, riguarda la costruzione di una vera e propria “terra del futuro”, una città fantascientifica chiamata Neom, costruita su un’area desertica lungo la costa nord-occidentale del regno saudita con lo scopo di attirare “le più grandi menti e i migliori talenti del mondo“, oltre a turisti internazionali e viaggiatori di segmento luxury.

Per quanto ambizioso possa sembrare questo piano, in realtà il programma sta già andando avanti, tanto che Bloomberg riferisce che il regno avrebbe già assegnato a due imprese di costruzione saudite dei contratti per iniziare a costruire gli alloggi per i lavoratori. Complessivamente, il costo per portare a compimento Neom sarà di circa 500 miliardi di dollari. Ed è chiaro che Aramco costituisce una leva (non l’unica) utile per poter trasformare da utopia a realtà questo piano.

Di fatti, non è stato certamente un caso che nello stesso periodo in cui è iniziata la costruzione di Neom, l’Arabia Saudita abbia finalmente dichiarato di essere finalmente pronta a vendere azioni della sua compagnia petrolifera nazionale, la Saudi Aramco, sul mercato. Dunque, dopo anni di speculazioni finalmente Aramco è sbarcata sul mercato, con possibilità di negoziare le sue azioni alla Borsa saudita, o Tadawul.

Chiarito ciò, i numeri di Aramco sono quanto di più solidi si potrebbe immaginare. Il gigante dell’energia è infatti, come abbiamo già dichiarato, l’azienda più redditizia del mondo, e da sola vale più dell’intero mercato azionario saudita da 550 miliardi di dollari.

Ma cosa significa tutto ciò?

È abbastanza semplice: Aramco, come dichiaravano gli stessi analisti su Bloomberg, è una asset class a sé stante.

E, in effetti, ci sono molte cose che possono attirare gli investitori verso Aramco. Basti considerare i suoi dividendi: secondo il prospetto riassuntivo, Aramco intende pagare l’anno prossimo un incredibile importo di 75 miliardi di dollari in dividendi in contanti. Non solo si tratta di un potenziale rendimento del 5% per azione, ma è quasi 30 volte superiore ai 2,6 miliardi di dollari che Apple ha distribuito agli investitori nel 2018.

Per quanto riguarda la sua produzione, dal quale evidentemente dipende buona parte delle possibilità di effettuare i propri piani per gli azionisti, giova rammentare che Aramco ha le più grandi riserve di petrolio del mondo, e il suo costo per estrarre la materia prima è un basso, pari a 2,80 dollari al barile, molto meno di qualsiasi dei suoi rivali.

Di contro, quando si tratta di capire se conviene o no investire in Aramco, bisogna anche osservare con attenzione gli aspetti negativi, considerato che Aramco potrebbe andare incontro a serie difficoltà nel convincere gli investitori stranieri.

Per esempio, le azioni saranno disponibili solo per l’acquisto sul Tadawul a Riyadh, almeno per ora. In secondo luogo, il flottante pubblico sarà di circa il 2 per cento delle azioni, rendendo quindi il debutto pubblico di Aramco relativamente piccolo per una società così grande. A seconda della valutazione finale della società, e a seconda della percentuale di azioni che finirà per essere effettivamente quotata, Aramco potrebbe dunque ottenere tra i 30 miliardi e i 50 miliardi di dollari in questo ciclo di raccolta fondi.

Il resto delle azioni rimarrà naturalmente nelle mani del principe ereditario saudita, ovvero nelle mani di una monarchia assoluta. Dopo tutto, gli investitori globali non dovrebbero aspettarsi di avere alcun diritto effettivo nell’influenzare il corso societario. Il consiglio di amministrazione di Aramco avrà un dovere fiduciario non nei confronti degli investitori ma della famiglia saudita. E questo non potrà che avere una serie di implicazioni molto importanti.

Ricordiamo infatti come in passato la monarchia ha usato Aramco come salvadanaio, immergendosi nelle sue vaste casse per finanziare un gran numero di attività e di progetti. Dunque, in estrema sostanza, il denaro raccolto dall’IPO Aramco, ed eventuali IPO successive, non andrà all’azienda, ma finirà in Arabia Saudita, al re e al suo governo.

Ancora, stando ad alcune analisi, le ipotesi di crescita di Aramco e la base per un pacchetto di dividendi così generoso come quello che sopra abbiamo brevemente commentato, si baserebbero su un valore del greggio Brent pari o superiore a 65 dollari al barile, un livello che si è visto l’ultima volta a settembre scorso. Il prezzo medio di un barile di petrolio per il triennio è invece di 63 dollari.

Anche per questo motivo, nel tentativo di sostenere i prezzi prima della sua IPO, Aramco ha effettuato tagli alla produzione per la maggior parte di un anno, e alle prossime riunioni OPEC l’Arabia Saudita dovrebbe spingere per ulteriori tagli da parte degli altri membri esportatori di petrolio. La produzione potrebbe diminuire collettivamente di circa 1,2 milioni di barili al giorno.

Leggi anche: Giocare in Borsa Simulazione.

La produzione di petrolio

Non solo. Considerato che il futuro di Aramco è sostanzialmente legato al business petrolifero, bisognerà dare uno sguardo non solamente alla produzione OPEC, quanto anche a quello che avviene in area extra OPEC e, in particolar modo, negli USA.

Nel frattempo, infatti, la produzione di scisto statunitense ha continuato a crescere solo grazie ai progressi della tecnologia di fracking, contribuendo a tenere sotto controllo i prezzi globali del greggio. In agosto 2019, l’ultimo mese di dati ufficiali, i produttori americani hanno raggiunto il record di 12,4 milioni di barili al giorno, con un aumento del 128% rispetto al decennio precedente. L’anno scorso, l’industria americana ha prodotto 2 milioni di barili al giorno in più rispetto al 2017.

Questa crescita esplosiva, tuttavia, potrebbe essere diretta verso un “forte rallentamento”, secondo quanto suggerisce un recente report di IHS Markit. La crescita della produzione di scisto il prossimo anno sarà di soli 440.000 barili al giorno, afferma il gruppo, in calo significativo rispetto ai 2 milioni di barili al giorno. La produzione rallenterà ancora di più prima di appiattirsi essenzialmente nel 2021.

Ma qual è il modo più semplice per poter comprare azioni Aramco?

È semplice: consiste sicuramente nell’utilizzare i migliori broker online, come eToro (sito ufficiale) o ForexTB (sito ufficiale).

Comprare azioni Aramco con eToro

etoro

Il primo dei due broker che ti consigliamo per comprare azioni Aramco è certamente eToro (sito ufficiale), leader nel mercato del copytrading e, più in generale, una delle piattaforme di trading online preferite da tutti i nostri lettori.

eToro ti permetterà infatti di utilizzare un software di trading online facile e intuitivo, adatto sia ai principianti che agli esperti, e di poter fare investimenti anche senza avere grandissime conoscenze finanziarie: il copytrading ti consentirà infatti di investire sui mercati finanziari semplicemente copiando alcuni dei migliori trader della sua community!

Al di là di ciò, quel che ti consigliamo di fare fin da subito è aprire qui un conto di trading demo con eToro: in questo modo potrai impratichirti della piattaforma di trading del broker e di tutti i suoi servizi, senza rischiare alcun euro di capitale proprio. I soldi che utilizzerai per il compimento di tali operazioni saranno infatti rappresentati dal plafond di denaro virtuale del broker!

Se invece ti senti già pronto per poter far trading con i tuoi soldi, non ti rimane altro da fare che cliccare qui sotto:

APRI GRATIS UN CONTO DI TRADING CON ETORO (LINK AL SITO UFFICIALE)

Comprare azioni Aramco con ForexTB

Il secondo dei due broker utili per comprare azioni Aramco è ForexTB (sito ufficiale), un operatore al top per tutti i trader italiani.

ForexTB ti consentirà infatti di fare del trading online con una piattaforma di sicura qualità, e con la comodità di poter essere accompagnato passo dopo passo verso una migliore competenza grazie ai tanti strumenti di formazione che ti saranno messi a disposizione, come questo corso gratis sul trading online.

Anche ForexTB ti propone qui un conto demo o, se preferisci, puoi iniziare fin da subito a fare trading con capitale reale cliccando qui sotto:

APRI GRATIS UN CONTO DI TRADING CON FOREXTB (LINK AL SITO UFFICIALE)

Leggi anche: Giocare in Borsa.

Conclusioni

Aramco è diventato rapidamente uno dei titoli preferiti tra coloro che si dedicano a speculare in Borsa. La sua elevata capitalizzazione e il fatto che si tratta di un titolo estremamente sensibile alle notizie geopolitiche lo rendono praticamente perfetto per chi è a caccia di alti rendimenti speculativi (oltre che di dividendi).

Il nostro punteggio
Clicca per lasciare un voto!
[Totale: 0 Media: 0]
Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.