Come diventare un Trader esperto di CFD

Attraverso i CFD (Contratti per Differenza) è possibile sfruttare le oscillazioni di prezzo di titoli e cambi per realizzare importanti utili. Fare trading in CFD è alla portata di tutti, ma per poter avere successo è necessaria una giusta preparazione. Ecco perché, per sapere come diventare un trader esperto di CFD, è importante conoscere le basi dell’argomento, oltre a seguire alcuni consigli fondamentali. L’articolo di oggi è stato elaborato dagli esperti di Transition Trading, uno dei siti emergenti a livello italiano per quanto riguarda il trading online di CFD.

1. Caratteristiche dei CFD

Il primo passo per capire come diventare trader esperti in CDF è cogliere le caratteristiche principali di questi prodotti. In particolare, in questo modo sarà possibile capire in che modo utilizzare gli andamenti dei titoli sottostanti, attraverso le operazioni di trading online, e trarre profitto dai rialzi e ribassi che si possono realizzare sul mercato.

A questo proposito, la prima precisazione utile sta nella differenza che esiste tra i CDF e i titoli tradizionali che vengono scambiati sui mercati (come, ad esempio, le azioni). I titoli primari, infatti, rappresentano un valore diretto rispetto al credito o al rapporto sottostante. Viceversa, i CFD rappresentano un tipo di contratto derivato: essi, cioè, fondano il proprio valore su quello di un determinato asset di riferimento, che a sua volta può essere rappresentato da un’azione, da un bond, ma anche su una determinata valuta (dollari, euro, yen, e così via) e su merci e materie prime. Pertanto, i CFD subiscono oscillazioni secondarie, le quali a loro volta dipendono dalle variazioni del titolo sottostante.

Posto che, in entrambi i casi, chi fa trading su strumenti primari o derivati mira a lucrare sulla differenza di prezzo che si registra tra il momento di acquisto e il momento di vendita, bisognerebbe chiedersi a questo punto che vantaggi ci sono nel negoziare CFD piuttosto che i titoli primari.

Ebbene, da questo punto di vista il primo e indiscutibile vantaggio sta nel fatto che il trader che acquista un CFD non entra in possesso del titolo sottostante (ad esempio, le azioni di una determinata società); viceversa, chi acquista un’azione, un’obbligazione, una valuta o una merce ne diventa, anche se temporaneamente, proprietario fino al momento in cui opera la rivendita, sperando di conseguire la maggiorazione di prezzo.

Questo significa che chi fa trading in CFD viene liberato da una serie di oneri burocratici e, soprattutto, dagli svantaggi fiscali che connotano le operazioni relative all’investimento azionario classico (le imposte di bollo, ma anche i costi di gestione del portafoglio titoli). Da qui, il fatto che il trading di CFD risulta essere molto più semplice da effettuare anche da parte di quanti non posseggono le conoscenze necessarie (o la disponibilità finanziaria) per gestire effettivamente i diversi titoli da negoziare.

Altro vantaggio che deriva dalla negoziazione di CFD deriva dalla incredibile varietà di valori concreti che è possibile negoziare. Infatti, con i CFD è possibile negoziare (indirettamente) una vastissima gamma di titoli sottostanti, in un numero e in una varietà cui non si avrebbe normalmente accesso attraverso le negoziazioni tradizionali.

2. Come funziona il trading di CFD?

Una volta individuate le caratteristiche fondamentali dei CFD è possibile passare a descrivere le meccaniche di funzionamento del trading su questo tipo di strumenti. Abbiamo detto, infatti, che i CFD sono titoli che restano astratti, nel senso che di essi non si entra in possesso al momento dell’acquisizione. Ciò nonostante, resta possibile effettuare le operazioni sui medesimi in modo molto più facile e veloce rispetto ai titoli tradizionali, così da poter approfittare di speculazioni anche nel breve periodo.

Altra caratteristica fondamentale del sistema del trading CFD, rispetto a quello relativo agli strumenti finanziari tradizionali, sta nella presenza della leva finanziaria. I contratti derivati, infatti, possono essere negoziati attraverso un particolare procedimento che permette di non impegnare effettivamente tutto il valore corrispondente all’ammontare dei titoli negoziati, ma solo una porzione dei medesimi. Se immaginiamo l’applicazione di una leva finanziaria pari al rapporto 1:10, sarà possibile negoziare l’ammontare di CFD per un valore di 1000 euro impiegando soltanto 100 euro: il tutto, con l’evidente conseguenza che, in caso di perdite, si sarà persa una porzione minima dell’operazione, mentre in caso di guadagno si avrà un surplus legato al differenziale tra il valore impiegato e il rialzo potenziale conseguito.

3. Su quali asset fare trading CFD?

Tra le principali domande che si pone il trader alle prime armi in CFD c’è quella che concerne la tipologia di strumenti e valori sui quali negoziare. Ebbene, è importante ribadire che la caratteristica fondamentale dei CFD sta nell’assoluta libertà di strumenti negoziabili. Infatti, oltre alle classiche azioni e obbligazioni, con un CFD è possibile operare negoziazioni al rialzo e al ribasso su valute (nel qual caso avremo un trading CFD sul forex, ossia sul mercato valutario), ma anche su materie prime e indici di ogni tipo.

In particolare, negli ultimi tempi si sta diffondendo parecchio il trading CFD su Forex, attraverso cui è possibile operare sui mercati valutari, scambiando (in via indiretta attraverso il contratto derivato) i contratti il cui valore è basato sulle oscillazioni delle coppie valutarie delle principali monete: ad esempio, nello spread esistente tra euro e dollari, oppure tra euro e sterline e così via. In questo caso, una delle ragioni principali del successo di questo tipo di trading è nella presenza, normalmente, di una leva finanziaria particolarmente elevata che viene concessa dai broker, e nella relativa sicurezza degli scambi, dal momento che le oscillazioni valoriali tra monete (gli indici sottostanti al CFD) sono solo raramente soggette ad ampie variazioni.

Anche il trading di CFD su materie prime è un ottimo strumento di investimento, che permette di poter monetizzare sui differenziali di prezzo di alcune delle principali materie prime scambiate sui mercati mondiali, come petrolio, oro, argento, ma anche zucchero, caffè e così via. In questo caso, tuttavia, è bene considerare l’opportunità di acquisire una conoscenza più accurata del singolo mercato, dal momento che i prezzi delle materie prime sono più volativi di quelli di altri titoli.

4. Qualche consiglio per migliorare

In conclusione, può essere utile fornire qualche consiglio che permette di acquisire il giusto grado di esperienza e conseguire, fin da subito, risultati eccellenti nello scambio di valori e di contratti CFD.Sfruttare le oscillazioni di prezzo di un determinato incide non può essere lasciato all’intuito o al caso, perché, così facendo, si rischierebbe di perdere molto senza mai ottenere profitti. Al contrario, la conoscenza e lo studio dei diversi settori rappresenta la vera chiave di successo di ogni trader esperto.

Oltre alla fatica, però, esistono anche strumenti e accorgimenti che permettono di poter agevolare il lavoro, come software che permettono di tenere sotto controllo i mercati di un certo indice, oppure notiziari e altri elementi su cui basare le proprie previsioni. Altro elemento fondamentale è la scelta di un broker affidabile e le cui condizioni (soprattutto in termini di commissioni richieste) siano certe e fisse: le truffe, purtroppo, sono dietro l’angolo e farsi trovare impreparati è proprio quello che molti malintenzionati aspettano.

Relativamente alle modalità da seguire nella gestione dei propri portafogli, le due regole fondamentali sono: avere degli obiettivi chiari senza essere impazienti di vedere i risultati e diversificare. Sotto il primo profilo, un trader esperto è colui che riesce a prevedere realisticamente quanto potrebbe fruttare una certa operazione e che non si lancia a capofitto verso qualsiasi occasione, senza averne studiato prima le caratteristiche. Allo stesso tempo, un vero trader è quello che non si espone mai oltre quanto può permettersi, eventualmente ripartendo le proprie possibilità economiche tra più posizioni: diversificare, infatti, è la chiave di successo, perché permette, se le cose vanno bene, di moltiplicare i profitti; se, invece, vanno male, di contenere fino ad azzerare del tutto le possibili perdite.

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